Aimone Sambuy

2 novembre 2008 - 9 novembre 2008

Scegliere le navi da dipingere è un pò come entrare in un universo di relazioni affettive e emozionali su cui la tela agisce da cartina tornasole.
E' una scelta ben precisa quella che Aimone descrive in una sua presentazione, quando paragonava le navi a quegli uomini un pò chiusi, di poche parole, che "tengono le loro lacrime chiuse in una scatola di latta chè nessuno le possa mai vedere".
Le navi di Aimone sono navi da trasporto, serie, che sano che il senso della loro esistenza sta nel portare a termine il compito che l'armatore gli ha affidato. Sono navi su cui non si fa festa, che si cerca di rendere un pò più allegre con una manciata di colori, oppure con un tramonto che le illumina di luce cadente.
Era più facile, forse, per chi ama la nave come soggetto da rappresentare, giocare con le vele di un brigantino o con i fumaioli di un poderoso liner degli anni Trenta. Invece Aimone le ha volute più umane, pensierose, impegnate, ma anche calme e tranquille, come il mare che le accoglie.
Navi talvolta bisognose di cure, oppure navi simbolo, legate a nomi evocativi o ad esperienze di vita vissuta.
La nave, nel suo divenire, da oggetto si trasforma nel simbolo della storia dell'uomo sul mare.
Le navi di Aimone possono a buon diritto essere considerate uno spazio/oggetto museale proprio seguendo questa dinamicità del concetto espositivo.

Nicola Costa

 

 

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