Palazzo Mannajuolo - 1919 / 2012

19 maggio - 9 giugno 2012

Figure femminili in azzurro tra astratto e figurativo minimalista
Cento anni di architettura, arte e cultura

Un volume e una mostra alla Galleria Al Blu di Prussia

COMUNICATO STAMPA

Cent'anni di un palazzo, ubicato in un luogo centralissimo della città, e citatissimo nelle riviste di architettura per il suo disegno elegante, esempio e testimonianza dello stile floreale made in Naples, e per la particolarità della sua scala ellittica. Era il 1912 quando fu celebrata la fine della costruzione di Palazzo Mannajuolo, in via Filangieri, quest'anno ricorre giusto un secolo di vita dell'edificio progettato e realizzato da Giulio Ulisse Arata, padre del Liberty napoletano. Un palazzo che ha avuto, e continua ad avere, un ruolo importante anche per quel che riguarda l'arte contemporanea, prima di metà secolo scorso, e poi dal 2008, grazie alla galleria "Al Blu di Prussia", fondata da Guido Mannajuolo, tra i figli dell'ingegner Giuseppe, che contribuì alla costruzione del palazzo, e zio di Giuseppe e Patrizia, i quali hanno avuto l'idea (e anche il coraggio) di riprendere le attività espositive sotto il nome della storica etichetta. Il nuovo "Al Blu di Prussia" ha aperto dal marzo 2008 i suoi eleganti spazi in via Filangieri 42, a pochi metri dal "vecchio" spazio che fu, dopo la seconda guerra mondiale per molti anni uno dei centri d'arte di maggiore vivacità culturale a Napoli. Come lo è nella moderna versione, che propone, sotto direzione artistica di Mario Pellegrino, continuamente importanti appuntamenti di arte, letteratura, architettura, musica, teatro, conferenze di vario argomento, sintomo di una attività svolta con sguardo attento ed aperto a cogliere i segni della società contemporanea, del vivere civile e culturale.
Cent'anni sono una data da celebrare in maniera mirata, non solo come traguardo, ma anche come momento che vada oltre il passato e guardi al presente ed al futuro nel segno della continuità di una storia lunga, appunto, un secolo. Giuseppe e Patrizia Mannajuolo hanno voluto fortemente questa celebrazione, questa "memoria", che si articola attraverso la pubblicazione di un volume e la mostra di documenti e immagini che testimoniano questa lunga vita di Palazzo Mannajuolo, tra storia, ricordi, testimonianze e arte. La giornata del centenario è in programma sabato 19 maggio 2012: alle 11,30 è prevista la presentazione del volume e la discussione intorno ad esso con una conferenza con l'intervento degli architetti Renato de Fusco, Benedetto Gravagnuolo, Francesco Bruno, Massimo e Riccardo Rosi, Alessandro Castagnaro, Mauro Iorio, introdotti da Pasquale Esposito; alle 17,30 l'inaugurazione della mostra che consentirà di ammirare, introdotti da una artistica foto gigantografia della scala ellittica realizzata da Sergio Riccio, quindici progetti e piante originali del palazzo disegnati da Giuseppe e Ugo Mannajuolo (scelti da Riccardo Rosi e Mauro Iorio) e del cinema "Kursaal" (dove debuttarono i fratelli De Filippo) , poi " Cinema Filangieri", correlati da fotografie dell'epoca ritrovate nell'album di famiglia da Giuseppe e Patrizia Mannajuolo. Nella saletta-cinema sarà proiettato un video che traccia la storia della famiglia, e quindi anche il racconto dell'attività del "vecchio"Al Blu di Prussia, dove passarono ed esposero i più importanti artisti nazionali ed internazionali a cavallo degli anni Cinquanta. Documenti che vanno oltre un semplice per quanto prestigioso focus sullo storico edificio di via Filangieri ma che costituiscono uno spaccato della storia urbanistica, architettonica ed artistica della città, dal 1912 ad oggi.
Correda la mostra il volume realizzato per celebrare il centenario: edito da Pompeo Paparo, e coordinato da Riccardo Rosi, presenta saggi, contributi, cenni storici e schede tecniche di architetti, scrittori, giornalisti, storici dell'arte. Gli interventi sono firmati da Renato de Fusco, Nicola Pagliara, Massimo Rosi, Benedetto Gravagnuolo, Francesco Bruno, Fabio Mangone, Riccardo Rosi, Mauro Iorio, Alessandro Castagnaro, Gherardo Mengoni, Almerico Realfonzo, Vittorio Paliotti, Pasquale Esposito, Gabriella D'Amato, Giuseppe Pignatelli, Mariantonietta Picone Petrusa, Francesco Starace, Giovanna Mozzillo, Dora Celeste Amato, Sergio Attanasio.
Palazzo Mannajuolo, come ricorda nel suo saggio Benedetto Gravagnuolo, è un'architettura di altissima caratura nella definizione del rinnovato scenario urbano del quartiere Chiaia all'alba del XX secolo. Si distingue con il suo imponente e singolare involucro esterno ricco di raffinatissimi dettagli dando un'impronta stilistica innovativa all'intero contesto urbano per tutto il Novecento. E all'alba del XXI secolo ha ancora la capacità di imprimere la sua forte "personalità" e impronta Liberty, continuando ad affondare le sue radici nell'humus culturale del luogo.
Opera emblematica di Giulio Ulisse Arata, a cui fu affidata - ricorda ancora Gravagnuolo - l'ideazione, sotto la spinta propulsiva verso nuovi orizzonti linguistici che aprivano la scena del nuovo secolo alla fioritura del Liberty, dalla cordata imprenditoriale degli ingegneri Ricciardi, Borrelli e Mannajuolo. Scriveva Arata: "…A Via Dei Mille ho progettato tre edifici per il Commendatore Giuseppe Mannajuolo e due per l'Impresa Ricciardi, Borrelli e Mannajuolo…" Il palazzo, scrive Gravagnuolo, fu ideato come fondale scenico dell'asse percettivo di via Dei Mille con una spettacolare e originale soluzione d'angolo (un elegante corpo ellittico che raccorda due blocchi volumetrici concluso da una "finta" cupola) che funge da cerniera con l'asse di Via Filangieri. "La scala ellittica è senza dubbio un capolavoro di caratura europea. La sensuale seduzione delle linee curvilinee delle rampe, che si fondono con i piani orizzontali nella visione dal basso verso l'alto, conclusa con un allegorico cielo dipinto si coniuga all'avanzatissima invenzione strutturale, atta a realizzare l'ardita fuoriuscita dei gradini monolitici di marmo a sbalzo nella parete. La tecnica esecutiva fu elaborata dall'amico ingegnere Giuseppe Mannajuolo, particolarmente esperto nel calcolo del cemento armato.
E' passato ormai un secolo da quella belle époque in cui fu realizzato. Dal 1912 l'architettura non solo ha preservato il suo fascino, ma ha accumulato una sedimentazione di ricordi sulla vita di donne e uomini che l'hanno abitata e oggi nel 2012 continua ad ospitare anche la vecchia e nuova Galleria Al Blu di Prussia, aperta da Guido Mannajuolo nel dopoguerra e riaperta dopo cinquant'anni dai nipoti Giuseppe e Patrizia, affollata di fantasmi di arte, di letteratura, di cultura".
 
Napoli, 30 aprile 2012

 

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